Cucina Eritrea

rep30In Africa rivestono grande importanza sia la preparazione del cibo, che il mangiare insieme a parenti, amici ed ospiti occasionali. Nel cucinare e consumare gli alimenti si ripetono i gesti della tradizione e della vita in comune. L’abitudine famigliare, nella maggior parte dei casi, è quella di mangiare tutti insieme, attingendo in molti casi da un unico piatto, senza posate e usando il pane per aiutarsi a prendere i bocconi. La cucina africana è portatrice di un valore culturale elevatissimo che si esprime sia nella condivisione che collegamento con la natura e i suoi frutti.
f35In una cucina dove la maggior parte degli alimenti si prepara in casa, gli utensili sono semplici e molto versatali. Adoperati da tempi antichissimi, tuttora pienamente validi, vengono costruiti da ogni popolo artigianalmente. Il grande mortaio è l’utensile per eccellenza della cucina africana e si usa con un lungo pestello per macinare e pestare le granaglie e per preparare purè. È di legno e la forma, ma non il grande volume, può variare da un paese all’altro. I recipienti di pelle sono utilizzati principalmente per l’acqua, mentre i contenitori più comuni sono le zucche svuotate, grandi o piccole, dalle forme più diverse, servono per trasportare principalmente i liquidi ma anche alimenti solidi come farina, uova o granaglie.
Le cucine di Eritrea ed Etiopia hanno ritmi dettati dai tempi e dal favore delle stagioni, e sono caratterizzate dall’impiego di molti tipi di legumi combinati insieme con carne e pesce. Fra i più importanti prodotti dell’agricoltura eritrea segnaliamo le spezie, elaborate in diverse miscellanee, spesso piccanti, di cui la più nota è la berberè. Ogni donna nel cucinare dosa diversamente questi aromi, personalizzando i piatti della tradizione e dando vita a pietanze più o meno profumate o piccanti.
In Eritrea non esiste una serie di portate separate, ma piatti unici, ricchi di alimenti e decisamente molto nutrienti: carne (in prevalenza), pesce, legumi, cereali, cotti e speziati in diversi modi. Ancora oggi c’è l’usanza di uccidere il pollo o il manzo, per mano del maschio della famiglia, perché è di buon auspicio.
f4Il piatto africano forse più conosciuto è lo zighinì, piatto nazionale per l’Etiopia, e l’Eritrea. È uno spezzatino di carne o pesce piccante, cotto in un intingolo di burro, cipolla, pomodoro e berberè, servito a piacere con varie verdure su uno strato di injera, il tipico pane a fermentazione naturale simile ad una crepes e adatto per la sua consistenza umida e spugnosa a ricevere il saporito intingolo dello zighinì, e a portarlo alla bocca senza l’uso di posate. Lo zighinì è una pietanza che si può preparare in molti modi a seconda delle particolari ricorrenze. Uno dei piatti tipici più semplici della cucina eritrea è lo Spriss, formato da carne di manzo. Lo Sciro è invece una crema di ceci (un piatto povero), lavorato con spezie cui si aggiunge pane. Anche l’Hilbet è una crema, ma di fave preparata sopratutto per il periodo di quaresima.
Deliziose le sambusa, frittelle di carne, pesce o verdure. Di contorno si gusta una farinata di ceci e altri legumi, cotta in un soffritto di cipolle e pomodoro. Per chi ama una cucina vegetale ci sono anche il tuntumo (lenticchie in umido), il bamia (verdure africane).
Tra i dolci la fanno da padrone le classiche ciambelle di italiana memoria.
Le bevande che contraddistinguono questa parte di continente africano sono la Sua, una specie di birra scura a base d’orzo e d’erbe, e il Mes fatto con erbe e miele.
Non manca il the, consumato al mattino, aromatizzato con le spezie. Per il caffè esiste una vera e propria cerimonia che dura quasi un’ora.

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